La pioggia nera
La notte era oscura e silenziosa nel vecchio villaggio abbandonato. Le case diroccate sembravano immobili, come se il tempo avesse deciso di congelarsi in quel luogo desolato. Improvvisamente, in lontananza, si udì il suono delle prime gocce di pioggia che iniziavano a cadere.
La pioggia non era come le altre. Era una pioggia nera, densa e viscosa, che sembrava rugiada di morte scendere dal cielo. Moldura, uno dei pochi abitanti rimasti nel villaggio, si affacciò alla finestra della sua umile abitazione con un senso di terrore che gli serrava il cuore. Un odore acre di bruciato si diffondeva nell’aria, mescolandosi con il suono della pioggia che si faceva sempre più intensa.
Le luci intermittenti dei lampi svelavano inquietanti ombre che danzavano tra le rovine, come se antiche presenze si stavano risvegliando. Moldura sapeva di dover lasciare immediatamente quel luogo maledetto, ma le porte e le finestre sembravano chiuse a chiave, intrappolandolo in una realtà distorta.
Mentre camminava nel buio, la pioggia nera incominciò a scendere con maggior furia, quasi volesse cancellare ogni traccia di vita. I passi di Moldura risuonavano nella notte come un eco di tempi antichi, mentre visioni spettrali si affacciavano fugacemente tra le ombre.
Infine, in lontananza, Moldura scorse una figura avvolta in un mantello nero, immobile come una statua di pietra. Avvicinandosi, vide il volto del vecchio saggio del villaggio, il quale fissava un punto indefinito con occhi vuoti e inespressivi.
La pioggia nera continuava a cadere implacabile, e Moldura capì che quel villaggio aveva conosciuto una fine terribile, cancellata dalla memoria collettiva. Nell’oscurità che avvolgeva il vecchio saggio, il villaggio abbandonato sembrava risvegliarsi e svelare i suoi segreti sepolti nel passato.